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Rifiuti urbani: i compiti degli addetti alle emergenze

Rifiuti urbani: i compiti degli addetti alle emergenze

Le attività dell’addetto alle emergenze, evacuazioni, pronto soccorso e antincendio nella filiera dei rifiuti. I compiti e i principi generali d’intervento, le dotazioni tecnico/sanitarie e le emergenze nei vari ambienti di lavoro.

Ricordando che si può definire emergenza della sicurezza sul lavoro ogni accadimento improvviso in grado di arrecare rapidamente danni gravi e immediati ad una o più persone presenti in un determinato ambiente lavorativo, ci soffermiamo oggi sui compiti degli addetti all’emergenza che lavorano nella filiera dei rifiuti.
E lo facciamo presentando i contenuti del documento elaborato dalla  FP – CGIL, Pesaro Urbino e dal  Patronato Inca – Cgil di Pesaro dal titolo “ Manuale della sicurezza nella filiera dei rifiuti urbani e dei servizi ambientali connessi”.
Riguardo all’addetto alle emergenze, evacuazioni, pronto soccorso e antincendio il documento presenta innanzitutto indicazioni generali sui compiti:
– “intervenire, in caso di emergenza grave non più controllabile con le sole risorse aziendali, per favorire l’evacuazione di tutte le persone secondo quanto previsto dal piano di emergenzaconcordato. L’evacuazione avviene utilizzando le vie di fuga, i luoghi sicuri e i punti di incontro previsti;
– intervenire, in caso di incidente che ha causato infortunio, per mantenere l’infortunato il più possibile stabile nei suoi parametri vitali, in attesa dei soccorsi professionali specializzati; per prestare un primo soccorso e registrare – relazionare, per quanto possibile, circa la storia, le cause e la gravità dell’incidente, le condizioni dell’infortunato dal momento dell’assistenza fino alla consegna ai soccorritori finali o ai medici;
– intervenire, in caso di emergenza o incidente appena innescati (eventualmente in collaborazione con chi ha dato l’allarme), per eliminarne o minimizzarne o controllarne lo sviluppo e il propagarsi. In caso di insuccesso delle manovre di contenimento, l’addetto alle emergenze abbandona e fa abbandonare il posto di lavoro;
– conoscere in modo approfondito la dotazione antinfortunistica e antincidentale e i dispositivi aziendali collettivi di protezione, allarme e contenimento. L’addetto alle emergenze collabora con i responsabili della sicurezza a verificare l’idoneità, l’aggiornamento, lo stato di manutenzione dei DPC aziendali e la propria e altrui capacità di usarli in condizioni di emergenza, anche eseguendo prove pratiche ed esercitazioni”.
Vengono presentati i diritti e doveri dell’addetto alle emergenze (ad esempio riguardo a informazione e formazione, mezzi di intervento, potestà gerarchica, orario di lavoro, …) e sono fornite informazioni relative alle dotazioni necessarie:
– dotazione tecnica: “è l’insieme di dispositivi, attrezzature, materiali di soccorso che consentono una corretta risposta alle prevedibili esigenze urgenti di controllo dei pericoli imminenti o degli incidenti in fase iniziale. È costituita non solo dai mezzi, strumenti e impianti previsti dalle leggi antinfortunistiche e antincendio, ma anche dai DPI necessari all’addetto stesso e dai DPC a disposizione dei lavoratori esposti a una situazione di emergenza”. La dotazione “può essere prevista per legge, per prescrizione delle autorità competenti, per standard e procedure aziendali. È molto variabile in funzione sia dell’offerta tecnologica, sia delle esigenze di sicurezza specifiche delle lavorazioni e dei posti di lavoro”;
– dotazione sanitaria: “è l’insieme di medicamenti, presidi e ausili sanitario-farmaceutici previsti dalle leggi e integrati dalle prescrizioni del medico competente per rendere possibile il primo soccorso all’assicurato. Può andare da una cassetta di pronto soccorso portatile fino a un’infermeria di pronto soccorso attrezzata”. Il documento si sofferma sulla normativa vigente con alcuni accenni alla “rigida prescrittività” di questi anni.
Ricordando che l’addetto alle emergenze è un lavoratore “addestrato al mantenimento minimo delle condizioni vitali del collega infortunato fino all’arrivo dei soccorsi professionali” vengono presentati alcuni principi generali d’intervento:
– “intervenire tempestivamente e correttamente solo in situazioni di emergenza su cui si è stati addestrati e per cui si è adeguatamente attrezzati;
– non fare ‘gli eroi’ e non permettere ad altri di farlo: sono necessari prudenza, calma, professionalità, e saper abbandonare al momento giusto;
– in caso di infortunio, non tentare di diagnosticare, curare e guarire, ma solo di stabilizzare le condizioni della vittima, cercando di mantenere almeno i minimi livelli vitali;
– quando si è chiamati per un’urgenza, informarsi sulla dinamica, informare gli assistiti sulle regole di evacuazione, registrare ogni fase dell’emergenza per essere poi pronti a riferire;
– non consentire ai lavoratori evacuati di abbandonare il posto di ritrovo o il luogo sicuro stabilito fino a che non sia conclusa l’emergenza o non siano arrivati i soccorritori professionali;
– dare ordini e disposizioni di evacuazione o intervento semplici, chiari, non contraddittori; essere determinati, ma tranquilli”.
Vengono poi fornite informazioni sulle emergenze nei vari ambienti di lavoro.
Nei Centri servizi (i centri di deposito e coordinamento solitamente comprendono automezzi in autorimesse, piazzali di manovra, rampe di scarico, locali di preparazione per gli operatori, percorsi stradali di uscita e rientro, …) l’addetto all’emergenza è “soprattutto tenuto a concentrarsi sulla tempestività e la qualità del primo intervento o soccorso. Non è richiesto altro particolare comportamento che non sia la capacità di collaborazione e relazione con gli altri lavoratori, colleghi e soccorritori ufficiali”.
Queste le principali emergenze e incidenti prevedibili:
– “traumi da investimento o schiacciamento provocati dalla movimentazione interna di automezzi e rimorchi;
– traumi da intrappolamento e cesoiamento provocati dalla manovra o dal sollevamento di rimorchi, scarrabili, parti pesanti mobili;
– traumi da contusioni gravi, fratture da cadute dal basso o dall’alto, e di oggetti da automezzi e mezzi speciali;
– danni da intossicazione, ustione e misti per incendio di mezzi, autorimesse, zone di stoccaggio temporaneo di rifiuti pericolosi;
– danni da folgorazione, elettrocuzione da ricarica mezzi elettrici, maneggio quadri elettrici o altra apparecchiatura sotto tensione”.
Riguardo invece al lavoro su strada si indica che è “poco probabile che durante le operazioni lavorative che si svolgono in strada l’addetto alle emergenze abbia occasione di intervenire, perché gli eventuali interventi su chiamata sarebbero, quasi sempre, effettuati da soccorritori istituzionali. Nel caso un addetto all’emergenza facesse parte di una squadra operativa sul campo, le attenzioni principali da tenere presenti sono:
– addestramento all’uso di materiale tecnico-sanitario presente a bordo dei mezzi,
– disponibilità di un mezzo di comunicazione a distanza, portatile o a bordo, per la chiamata SOS e l’allarme,
– utilizzo, in ore notturne o antelucane, di mezzi d’illuminazione della scena dell’incidente e dell’infortunato”.
Queste le principali emergenze e incidenti prevedibili per il lavoro su strada:
– “traumi da investimento o schiacciamento con mezzi propri o altrui (da circolazione stradale diurna o notturna);
– traumi da intrappolamento e cesoiamento provocati da parti pesanti mobili in movimento;
– traumi da contusioni gravi, fratture da cadute dal basso (sede stradale scivolosa, gradini, marciapiedi) o dall’alto (discesa-salita dai mezzi di carico), e di oggetti da automezzi e mezzi speciali o da cataste di rifiuti o contenitori;
– traumi da taglio, puntura, morsicatura, lacerazione, aggressione, da rifiuti pericolosi e da animali aggressivi, da persone squilibrate o malavitose;
– danni da intossicazione e ustione per incendio di mezzi, rifiuti, contenitori, o da incendi esterni;
– danni da colpi di calore o freddo da condizioni meteorologiche estreme”.
Diamo qualche informazione su emergenze nei siti di smaltimento, ricordando tuttavia che i siti di stoccaggio intermedio e di smaltimento “presentano caratteristiche molto simili a quelle dei centri di deposito e coordinamento”.
Gli addetti all’emergenza devono:
– “conoscere e addestrarsi a fondo su tutti i sistemi, impianti di sicurezza, macchine fisse e mobili, allarme e antincendio;
– prepararsi in particolare sugli incidenti-infortuni causati dal movimento e dalle manovre interne dei mezzi pesanti;
– acquisire elementi di conoscenza e competenza propri della protezione civile per il caso di catastrofi naturali che coinvolgano il piano e le pendici della discarica all’aperto”.
Questi le principali emergenze e incidenti prevedibili:
– “traumi da investimento o schiacciamento provocati dalla movimentazione interna di automezzi, rimorchi, mezzi speciali di trasporto, spianamento, sollevamento, e dal crollo o caduta di rifiuti sciolti o imballati;
– traumi da intrappolamento e cesoiamento provocati da parti pesanti mobili di mezzi e impianti fissi: portelloni, saracinesche, nastri trasportatori, benne e pale,”…
– “traumi da contusioni gravi, fratture da cadute dal basso o dall’alto, e di oggetti da fosse, sopraelevazioni, rifiuti e contenitori sollevati, tramogge, pavimenti o terreni scivolosi, …
– danni da intossicazione, ustione e misti per incendio di mezzi, edifici, rifiuti, o da catene incidentali di incidenti esterni;
– danni da folgorazione di quadri elettrici, ricarica mezzi elettrici e altre apparecchiature sotto tensione, o da fulminazione da scariche atmosferiche sul piano della discarica o sulle superfici aperte adiacenti”.
Concludiamo ricordando che il documento, che vi invitiamo a leggere integralmente, riporta per ogni ambiente di lavoro anche informazioni sulla preparazione agli interventi e sulla necessaria dotazione tecnico/sanitaria.
Per ulteriori approfondimenti sulla normativa vigente e sulla gestione delle emergenze:
Il decreto 81/2008 e gli addetti alla gestione delle emergenze.
FP – CGIL, Pesaro Urbino, Patronato Inca – Cgil di Pesaro “ Manuale della sicurezza nella filiera dei rifiuti urbani e dei servizi ambientali connessi”, recepimento di analogo documento realizzato da FISE – Federazione Imprese e Servizi con finanziamento dell’INAIL – Dipartimento Documentazione, Formazione, Informazione (formato DOC, 1.08 MB).

GARUCCIO studio di ingegneria
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